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21/06/2017
La via del Sè: passaggio per l'Ombra

La via dell'autoconoscenza non necessariamente deve passare attraverso l'analisi. Noi conosciamo e applichiamo questo metodo, ma la storia di ogni cultura ne tramanda innumerevoli e diversi.

 

Da Virgilio a Dante la discesa nell'oscurità infera precorre necessariamente la visione della luce. Jung notò come il procedere dell'analisi fosse scandito da una serie di tappe, le quali si presentavano in una successione simile ai procedimenti alchemici. In analisi questa successione non ha comunemente un percorso lineare, bensì circolare.

 

La cultura alchemica si sviluppò dalla tarda antichità in India e in Cina, in occidente ebbe il suo culmine nel medio evo. Gli alchimisti ricercavano la conoscenza del mondo, di Dio e della spiritualità attraverso la natura, divennero esperti conoscitori delle proprietà dei metalli e degli aspetti taumaturgici e curativi delle erbe. Si compievano esperimenti, materialmente, all'interno di officine e laboratori. Mentre la chimica moderna opera sulla materia, scindendola dal suo aspetto spirituale, l'opera alchemica era principalmente interessata a recuperare elementi spirituali connessi alla materia: "Passione", "Unione", "Morte", all'interno delle trasformazioni subite dalla materia, erano le variabili spirituali ricercate dagli alchimisti. Nella visione junghiana il processo trasformativo (e liberativo) dell'uomo è inscritto in un percorso denominato "Individuazione".

 

Il culmine di questo processo è nella riconciliazione tra istanze inconsce ed opposte, affinché queste trovino una rinnovata elaborazione, portando al riconoscimento del "": l'elemento centrale ed unificatore della coscienza. L'opera alchemica poteva dirsi compiuta nella trasformazione della materia grezza (piombo) in metallo nobile (oro): la pietra filosofale. Primo passaggio obbligato di ogni processo trasformativo alchemico, è il verificarsi della "Nigredo": la riduzione della materia allo stato di morte e putrefazione, preludio ai successivi passaggi trasformativi.

 

È su queste similitudini che Jung considerò quale prima ed essenziale tappa dell'analisi il confronto con l'Ombra. Così come la Nigredo è un passaggio necessario per raggiungere l'oro, l'Ombra, è premessa necessaria per il reperimento di nuove mete materiali e spirituali. Gli alchimisti dovevano confrontarsi con la Nigredo per ottenere la pietra filosofale; l'uomo è parallelamente tenuto al confronto e dall'integrazione dell'Ombra: ecco dunque l'Ombra individuale manifestarsi quale istanza portatrice, in potenza, delle virtù piene ed unificate contenute nel Sé.