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14/01/2013
Psicheanima

Il disastro Costa Crociere e le responsabilità dell'Azienda

 

A un anno dal disastro (non incidente) provocato dalla negligenza, imprudenza e tracotanza del capitano Schettino (selezionato e confermato nel ruolo dall'Azienda Costa Crociere), assistiamo alla messa in onda di spot TV pubblicitari. La cosa si commenta da sola. 

La Costa Crociere è stata da me invitata a fare chiarezza sulle sue procedure interne e sui processi, a dichiarare pubblicamente qualiinterventi avrebbe messo in atto per prevenire che accadano sciagure del genere nuovamente, a licenziare in tronco i manager che hanno evidentemente omesso di preparare, formare, valutare il personale che si è dimostrato - ai fatti - del tutto inadeguato, a chiarire chi e perché avesse autorizzato o avallato la pratica degli "inchini", alle dimissioni del CDA. 

Non mi risulta che l'azienda abbia messo in atto nessun cambiamento organizzativo tra quelli richiesti e a mio avviso necessario a prevenire ulteriori disastri, pertanto ritengo che lo spot in TV sia un offesa alla memoria dei passeggeri innocenti che hanno perso la vita in quella che doveva essere una crociera ed un momento di svago.

 
 
26/10/2012
Psicheanima

Dibattito sul Libro "La verità, vi prego, sulla danza!"

Domenica 28 Ottobre ore 13.00 a Salerno

centro sociale , via cantarella

 

STAGE di Michele Villanova e Dibattito sul Libro "La verità, vi prego, sulla danza!"


con la presenza di Michele Villanova 
(già Primo Ballerino del Teatro alla Scala e Postfattore del libro) 

e il Dott. Alessandro Raggi (Psicologo Psicoanalista e Responsabile ABA Napoli)

 

Introduce: Mariafrancesca Garritano, conosciuta come Mary Garret, ballerina già prima solista della Scala e scrittrice

 
 
 
04/10/2012
Psicheanima

NUOVO ARTICOLO DEL DOTT. ALESSANDRO RAGGI SU MEDICITALIA+

L'efficacia della psicoanalisi: Freud & Jung avevano ragione?

 

Psicoanalisi e psicoterapia psicodinamica: un rapporto difficile con la ricerca

Per molti anni, con i pazienti in fila dietro la porta, psicoanalisti e psicoterapeuti psicodinamici hanno sempre avuto atteggiamenti di sufficienza verso gli studi sistematici sull'efficacia dei trattamenti. A differenza dei colleghi nel campo delle terapie basate su modelli cognitivo-comportamentali, ove invece, sin dagli esordi di quei modelli terapeutici, si è data grande attenzione ai rilievi delle ricerche standardizzate.

 

C'è da premettere che la psicoanalisi, da cui sono comunque derivate le terapie psicodinamiche, non considera esattamente la cura del sintomo come il suo scopo principale, ma si pone con non celata ambizione obiettivi di portata molto più ampia, come la liberazione dell'uomo dalle catene dell'omologazione sociale, la sua libertà, la realizzazione e addirittura la felicità. Per Freud,infatti, è proprio la felicità lo scopo della vita umana.

 

Altri fattori, più empirici, che hanno influito sulla scarsa attenzione alla ricerca in psicoanalisi, risiedono, inoltre, nella difficoltà di randomizzazione, conduzione e standardizzazione di studi sugli esiti di trattamenti che durano a lungo termine. Il problema di reperire un gruppo di controllo poi, non è da meno. La psicoanalisi in particolare, ma tutte le terapie psicodinamiche richiedono una componente motivazionale nel paziente che di norma ne prevede un'autoselezione a monte. Sarebbe difficile dunque per i ricercatori l'assegnazione casuale a una o l'altra modalità di trattamento, come previsto da molti protocolli di ricerca. Inoltre, soprattutto negli studi sui trattamenti a lungo termine, molti volontari abbandonano per diversi motivi lo studio e ciò ne inficia la precisa valutazione degli esiti.

 

Risultati diversi, invece, hanno conseguito già da alcuni anni gli studi scientifici sull'efficacia dei trattamenti psicodinamici a breve termine (meno di 40 sedute), che sono risultati più validi nella cura di alcuni specifici disturbi.

 

Il trattamento psicoanalitico Vs. la terapia cognitivo-comportamentale: una questione qualitativa

Le persone che intraprendono un trattamento psicodinamico o psicoanalitico, conseguono cambiamenti di natura diversa da pazienti che intraprendono trattamenti più focalizzati, come ad esempio quelli cognitivo-comportamentali.

 

(continua ....)

 

 Leggi l'articolo integrale su Medicitalia+

 

 

 
 
04/10/2012
Il narcisismo perverso: Narciso batte Edipo?

 

Dal Blog del Dr. Alessandro Raggi su Medicitalia: leggi qui l'articolo da Medicitalia.it

 

La psichiatra francese Marie France Hirigoyen, dopo i successi dei suoi libri "Molestie morali. La violenza perversa nella famiglia e nel lavoro" (Einaudi, 2005), e "Sottomesse. La violenza sulle donne nella coppia" (Einaudi, 2006), in cui ha descritto le caratteristiche dell'autore delle molestie morali, che ha definito "perverso narcisista", propone ora un nuovo lavoro: "Abus de faiblesse et autres manipulations" (abuso di debolezza e altre manipolazioni). In questo testo, ancora non edito in Italia, l'autrice entra ancor più nel merito del problema della perversione morale e del narcisismo, mettendo in discussione le caratteristiche della nozione di "consenso" da parte della vittima degli abusi morali.

 

Il narcisista perverso, nella descrizione della Hirigoyen, è simile ad un vampiro, che prosciuga le energie delle proprie prede fino a dominarne completamente la psiche. Questi individui, sono socialmente molto integrati e non hanno consapevolezza delle loro gravi problematiche psicologiche, che invece, si riflettono nella relazione profondamente disturbata che instaurano con gli altri.

 

I soggetti psicologicamente più deboli, che apparentemente sottostanno alle manipolazioni del narcisista perverso, appaiono come consenzienti, mentre in realtà sono semplici vittime del plagio, spesso seducente, tipico del narcisista perverso. Si tratta di abili manipolatori, privi di scrupoli e di morale, che considerano l'altro un oggetto da sfruttare. Sono soggetti pericolosi e molto esperti nel cogliere le caratteristiche psicologiche altrui, ma del tutto incapaci di provare una genuina empatia verso le altre persone.

 

L'autrice, forte anche di una robusta esperienza clinica personale, narra di come questo tipo di comportamenti, siano in qualche modo più legati che in passato ai mutamenti sociali, arrivando a ipotizzare in qualche modo il superamento di Edipo da parte di Narciso. Dai tempi di Freud, infatti, il rapporto degli individui con il senso del limite, del divieto, dello scrupolo di natura morale, fonte dei conflitti inconsci all'origine dei sensi di colpa e delle nevrosi, è profondamente mutato. Il contesto attuale, dove tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge appare come possibile, porta molte persone a doversi confrontare con limiti spostati sempre più verso l'alto, rispetto ai quali alcuni individui si sentono inadatti, insufficienti. Il narcisista perverso, si colloca in questo quadro socio-psicologico e la sua patologia è una risposta al senso d'inadeguatezza che deriva da un'immagine di se non corrispondente ai canoni imposti dalla società. I dubbi circa la propria identità del narcisista perverso, la sua mancanza di autostima, lo conducono a comportamenti compensatori megalomanici.

 

Nel testo della psichiatra francese, si mostra la differenza tra atteggiamenti narcisistici sani e patologici, poiché il narcisismo non è di per sé patologico anzi, esiste un narcisismo sano e adattivo in molte personalità. La spinta senza scrupoli verso la scalata sociale e il cinismo con cui i perversi narcisisti affrontano la carriera, invece, lasciano poco spazio alla possibilità di smascheramento di questi individui, anche perché si camuffano applicando meticolosamente le regole del "sistema", motivo per il quale non è difficile che vengano addirittura premiati ed elogiati pubblicamente.

 

Insomma, quella del narcisista perverso è una patologia che cela una violenza insidiosa e nascosta, le cui vittime sono persone più vulnerabili che vengono a trovarsi in condizioni di subdola sottomissione psicologica rispetto al manipolatore.

 
 
 
24/03/2012
Psicheanima

STELLE

(C. G. Jung) - Le stelle del tuo destino sono nel tuo petto.

 

(S. Freud) - Le stelle sono magnifiche, ma, per quanto riguarda la coscienza morale, Dio ha compiuto un lavoro diseguale e trascurato, poiché la grande maggioranza degli uomini ne ha ricevuto soltanto una quantità modesta o addirittura talmente piccola che non vale la pena di parlarne.

 

(I. Kant) - Due cose riempiono l'animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto piú spesso e piú a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me. Queste due cose io non ho bisogno di cercarle e semplicemente supporle come se fossero avvolte nell'oscurità, o fossero nel trascendente fuori del mio orizzonte; io le vedo davanti a me e le connetto immediatamente con la coscienza della mia esistenza. La prima comincia dal posto che io occupo nel mondo sensibile esterno, ed estende la connessione in cui mi trovo a una grandezza interminabile, con mondi e mondi, e sistemi di sistemi; e poi ancora ai tempi illimitati del loro movimento periodico, del loro principio e della loro durata. La seconda comincia dal mio io indivisibile, dalla mia personalità, e mi rappresenta in un mondo che ha la vera infinitezza, ma che solo l'intelletto può penetrare, e con cui (ma perciò anche in pari tempo con tutti quei mondi visibili) io mi riconosco in una connessione non, come là, semplicemente accidentale, ma universale e necessaria. Il primo spettacolo di una quantità innumerevole di mondi annulla affatto la mia importanza di creatura animale che deve restituire al pianeta (un semplice punto nell'Universo) la materia della quale si formò, dopo essere stata provvista per breve tempo (e non si sa come) della forza vitale. Il secondo, invece, eleva infinitamente il mio valore, come [valore] di una intelligenza, mediante la mia personalità in cui la legge morale mi manifesta una vita indipendente dall'animalità e anche dall'intero mondo sensibile, almeno per quanto si può riferire dalla determinazione conforme ai fini della mia esistenza mediante questa legge: la quale determinazione non è ristretta alle condizioni e ai limiti di questa vita, ma si estende all'infinito.

 
 
 
05/03/2012
Psicheanima

VIDEOINTERVISTA del Sole 24h al Dott. Alessandro Raggi

 

http://video.ilsole24ore.com/TMNews/2012/20120304_video_16415032/00001190-napoli-un-aiuto-concreto-contro-bulimia-e-anoressia.php

 

 

 
 
24/02/2012
Mobbing soprusi psicologici sul luogo di lavoro

Articolo del Dott. Alessandro Raggi su MEDICITALIA: "Mobbing soprusi psicologici sul luogo di lavoro"

 

http://www.medicitalia.it/minforma/Psicologia/1297/Il-Mobbing-soprusi-psicologici-sul-logo-di-lavoro

 

1.      Introduzione e significato:

Il termine "Mobbing" (dall'inglese "to mob", in italiano : assediare, circondare) venne introdotto nel 1971 dall'etologo Konrad Lorenz per  rappresentare una tipologia di comportamenti osservabili nel mondo animale, tesi ad escludere un membro dal gruppo. Nel 1972 il medico svedese Heinemann utilizzò il termine Mobbing come sinonimo di Bullying (bullismo), in una ricerca sull'aggressione di singoli bambini da parte di gruppi di coetanei. Più recentemente (anni '80) lo psicologo svedese Heinz Leymann, definì il mobbing nell'accezione attuale: "una comunicazione ostile, non etica, diretta in maniera sistematica da parte di uno o più individui generalmente contro un singolo individuo."

 

2.      Definizione:

Il vocabolario (Treccani) all'originaria definizione etologica del mobbing, aggiunge la seguente definizione: "Forma di molestia psicologica esercitata sul personale delle aziende, consistente nell'impedirgli di lavorare o nel porgli insopportabili costrizioni nello svolgimento del lavoro.".

La letteratura (Maier E. - 2003 - Il mobbing come fenomeno psicosociale) individua e distingue differenti tipologie di mobbing, le principali sono:

 

mobbing orizzontale: quando colleghi di pari livello, in gruppo e tacitamente in accordo tra loro, mettono in atto azioni vessatorie più o meno esplicite nei confronti del collega;

mobbing verticale: quando le angherie e le vessazioni sono attuate da soggetti posti in una posizione gerarchicamente superiore a quella del soggetto interessato (capi, manager, datori di lavoro, imprenditori);

 

3.      Aspetti medico-legali del mobbing:

Il mobbing è stato riconosciuto come malattia professionale dall'INAIL ed è indennizzabile ai sensi dell'art. 13. del D. Lgs 38/2000. Nel 2003 la Sovrintendenza Medica generale dell'INAIL ha definito i criteri per cui i disturbi psichici possono essere considerati di origine professionale ed ha specificato che tali condizioni ricorrano esclusivamente in presenza di situazioni di incongruenza delle scelte in ambito organizzativo, situazioni definibili con l'espressione "costrittività organizzativa".

Le situazioni di "costrittività organizzativa" più ricorrenti sono  state precisate in un elenco che riveste valore orientativo per eventuali situazioni assimilabili (malattie psichiche e psicosomatiche derivanti da stress lavorativo). Nel rischio tutelato dall'INAIL può essere compreso anche il cosiddetto "mobbing strategico" specificamente ricollegabile a finalità lavorative.

 

ELENCO INAIL DELLE "COSTRITTIVITÀ ORGANIZZATIVE"
· 
Marginalizzazione dalla attività lavorativa
· Svuotamento delle mansioni
· Mancata assegnazione dei compiti lavorativi, con inattività forzata
· Mancata assegnazione degli strumenti di lavoro
· Ripetuti trasferimenti ingiustificati
· Prolungata attribuzione di compiti dequalificanti rispetto al profilo professionale posseduto
· Prolungata attribuzione di compiti esorbitanti o eccessivi anche in relazione a eventuali condizioni di handicap psico-fisici
· Impedimento sistematico e strutturale all'accesso a notizie
· Inadeguatezza strutturale e sistematica delle informazioni inerenti l'ordinaria attività di lavoro
· Esclusione reiterata del lavoratore rispetto ad iniziative formative, di riqualificazione e  aggiornamento professionale
· Esercizio esasperato ed eccessivo di forme di controllo.

L'iter diagnostico da seguire ai fini della trattazione medico-legale dei casi di Mobbing denunciati all'INAIL, prevede una serie di specifici passi che vanno dalla diagnosi alla valutazione del danno.

Lo psicologo è fondamentale per la ricostruzione dell'eventuale nesso causale, necessario per la tutela giuridica del "mobbizzato", tra la situazione di disagio e l'esordio dei sintomi, cui deve essere collegata un'attenta anamnesi e diagnosi.  Il mobbing, infatti, è riconosciuto come tale solo quando, a fronte di una condizione o situazione di continue e protratte angherie nel tempo, si manifestano in seguito i sintomi psicofisici.

 

4.      Conseguenze psicofisiche del Mobbing

Il mobbing ha il potenziale di causare o contribuire allo sviluppo di molti disturbi psicopatologici, psicosomatici e comportamentali e ciò è ampiamente sostenuto da pubblicazioni a livello internazionale (Einarsen et al, 2003). La depressione e il disturbo d'ansia sono le diagnosi formulate più comunemente, anche se sono frequenti altri inquadramenti diagnostici e precisamente il disturbo dell'adattamento (DA) e il disturbo Post-Traumatico da Stress (DPTS); infatti, queste ultime due sindromi rappresentano più tipicamente la risposta ad eventi esterni.

Va ripetuto che il mobbing non è uno stato, ma un meccanismo, che si sviluppa a seguito di una condizione esterna. In rapporto alla durata degli stimoli negativi e all'intensità della situazione di lavoro, si possono osservare disturbi clinici di entità sempre crescente  che tendono ad assumere un andamento duraturo nel tempo sino a vere e proprie devastazioni della personalità, in alcuni casi riacutizzando anche patologie psicosomatiche e/o psichiche precedentemente manifestate dal soggetto. Le conseguenze del mobbing producono un effetto "circolo vizioso", che causano ulteriori difficoltà di adattamento del soggetto alla situazione lavorativa, una drastica riduzione dell'autostima e la sensazione di incapacità nel gestire la realtà quotidiana. E' frequente che l'individuo si senta egli stesso in colpa per ciò che sta accadendo alla sua vita. La vita intera del soggetto, nei casi più gravi, si trova così ad essere compromessa, con separazioni, divorzi e un progressivo ritiro anche dalla sfera sociale.

I sintomi più frequenti, riconducibili ai disturbi psicosomatici, psicopatologici e comportamentali accennati sopra, sono i seguenti:

 

ALTERAZIONI DELL'EQUILIBRIO SOCIOEMOTIVO: Depressione, ansia, fobie, ossessioni, attacchi di panico, isolamento;

 

ALTERAZIONI DELL'EQUILIBRIO PSICOFISIOLOGICO: aggravamento di condizioni preesistenti, mal di testa, disturbi gastrointestinali, tachicardia, dermatiti, disturbi del sonno e della sessualità;

 

DISTURBI DEL COMPORTAMENTO: Abuso di alcool, fumo, farmaci e droghe, reazioni aggressive, passività, disturbi del comportamento alimentare (con rilevante perdita o aumento di peso).

 

5.      Terapia e trattamento:

La terapia del mobbing è un tema molto delicato e complesso. I disturbi, infatti, non possono essere semplicemente trattati in chiave sintomatica, essendo legati a una condizione stressante concomitante.  Il "mobbizzato" va considerato non solo come paziente che presenta una sintomatologia ma come persona in notevole difficoltà per il cui aiuto concreto è necessario attivare ipotesi di risoluzione che prendano in considerazione tutti gli aspetti del problema.

Affrontare il mobbing significa dunque rivolgersi a professionisti in grado di gestire in modo multidisciplinare tutti gli aspetti legati alla questione: psicologici, medici, legali.

Lo psicologo e/o lo psicoterapeuta oltre a svolgere un ruolo indispensabile in tutti gli aspetti diagnostico anamnestici del mobbing, sono essenziali nel trattamento delle conseguenze del mobbing e delle eventuali sindromi a esso correlate.

 

6.      A chi rivolgersi in caso di Mobbing

Nei casi in cui si sospettano patologie legate allo stress da mobbing, va sempre informato il proprio medico curante.

 

Gli psicologi e gli psicoterapeuti inoltre sono utili per il trattamento delle conseguenze del mobbing, come già accennato e anche perché possono produrre certificati validi per provare il nesso causale tra comportamenti di mobbing aziendale e malessere psicologico del lavoratore vittima.

L'Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro (ISPESL) ha creato un network in collaborazione con i centri clinici pubblici che afferiscono, cioè, al Sistema Sanitario Nazionale (SSN). IN Tutte le ASL regionali sono stati aperti dei centri di ascolto, dove poter ottenere una valutazione clinica dello stato di salute e della condizione occupazionale.

 

Ovviamente tra i professionisti da consultare non devono mancare gli avvocati (specializzati in lavoro), in alternativa, i maggiori sindacati nazionali hanno attivato per ogni sede regionale degli specifici sportelli antimobbing, ai quali rivolgersi per informazioni sulla prevenzione e sulla gestione di controversie derivati da situazioni di mobbing.

 

7.      Siti utili

‐          http://www.ispesl.it/networkMobbing/

‐          http://www.salute.gov.it/dettaglio/pdPrimoPiano.jsp?sub=3&id=99&area=ministero&colore=2&lang=it

‐          http://oltreilmobbing.it/index.php?mod=13_Centri_antimobbing

 
 
 
22/02/2012
Psicheanima

PUBBLICA IL TUO ARTICOLO SU PSICHEANIMA.IT

 

Da oggi sino al 29 febbraio 2012 verranno selezionati i migliori articoli che vorrete inviarci per la pubblicazione (con indicazione dell'autore e sintesi biografica) sul sito www.psicheanima.it

 

Gli articoli dovranno contenere da un minimo di 1500 a un massimo di 5000 caratteri e dovranno essere in formato .doc o .docx

 

Il tema degli articoli dovrà riguardare uno dei seguenti argomenti: psicologia, psicoanalisi, psicologia analitica, biografie di personaggi illustri della psicoanalisi (sarà particolarmente gradita una breve biografia di Freud), patologie.

 

Non saranno considerati lavori già reperibili in rete o comunque non originali.

 

Gli articoli selezionati e sottoposti a verifica ed eventuale modifica redazionale, verranno pubblicati nella sezione del sito più adatta al tema.

 

Si possono inoltrare i propri lavori all'indirizzo email: info@psicheanima.it

 

 

 
 
 
20/02/2012
Psicheanima

ABA è a NAPOLI- Associazione per lo studio e la ricerca sull'anoressia, la bulimia e i disordini alimentari

 

Ora ABA (l'Associazione per lo studio e la ricerca sull'anoressia, la bulimia e i disordini alimentari) è anche a Napoli!
Attualmente l'ABA è presente in diverse città italiane.


In ABA ci sono circa 100 persone che lavorano nei Centri Associati distribuiti sul territorio nazionale. Sono psicoanalisti, psicoterapeuti, gruppo analisti, psichiatri e medici internisti che hanno un approccio psicodinamico-psicoanalitico.

 

Per ogni informazione n. verde 800165616

 
 
 
12/02/2012
Psicheanima

Gregory Bateson e Jung

 

"Forse non tutti sanno che"...Gregory Bateson (1904-1980) firmò alcuni suoi scritti con il nome di " Basilide" uno gnostico del II secolo e si rifece dichiaratamente al pensiero di Jung ( Angels fear, uscito postumo nel 1987, vedi introduzione e seguenti) in molte delle sue riflessioni. In particolare Bateson fu attratto e ispirato dalla teoria degli archetipi, inoltre, dopo la lettura dei "Septem Sermones ad Mortuos" (1916) di Jung, scrisse: "Il libro di Jung sottolineava la differenza tra il Pleroma, il mondo puramente fisico governato solo da forze e urti, e la Creatura, il mondo governato da distinzioni e differenze. Mi divenne chiarissimo che c'è una corrispondenza tra i due insiemi di concetti e che non ci possono essere mappe nel Pleroma, ma solo nella Creatura. Ciò che porta dal territorio alla mappa è la notizia di una differenza, e a quel punto mi resi conto che la notizia di una differenza era sinonimo di informazione."  - e aggiunge in seguito - "nel solco della differenza tracciata da Jung (...) otterremo in questo modo un diverso punto di partenza per l'epistemologia, molto più costruttivo della differenza tra spirito e materia. In luogo del vecchio dualismo cartesiano voglio parlare della natura del processo mentale, del pensiero nel senso più ampio del termine e della relazione tra pensiero e mondo materiale...".

 
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