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"A letto senza Cena" e il pericolo dei siti pro-ana
"A letto senza Cena" e il pericolo dei siti pro-ana
  29/09/2016 - alessandro

Il Regista Patrice Makabu e il Dott. Alessandro Raggi parlano a TG3 "Buongiorno Regione" (vedi qui l'intervista su TG3) del rischio di diffusione incontrollata dei siti che incitano all'anoressia e alla bulimia.

Il pericolo rappresentato da questi siti web, con tutte le sue drammatiche conseguenze, è raccontato dal regista senza sconti e nessuna rassicurante edulcorazione nel cortometraggio "A letto senza Cena" (vedi il cortometraggio su Youtube) realizzato in collaborazione con ABA (www.bulimianoressia.it) fondata da Fabiola De Clercq, proprio per informare e far luce su questa inquietante realtà.

Il preoccupante fenomeno (pro-ana e pro-mia), nasce negli Stati Uniti nel 1998 e si sviluppa successivamente in Europa, mentre in Italia inizia a diffondersi dal 2003.

Nel 2008 si contavano in Europa già diverse centinaia di siti web di questo tipo secondo le stime di un reportage della BBC mondo. 
Circa un adolescente su tre, tra chi soffre di disturbi del comportamento alimentare, ha visitato almeno una volta uno di questi siti. La maggior parte dei genitori non sospettano neppure dell'esistenza di questi siti internet e dell'enorme rischio a cui sono esposti i propri figli.

Secondo una ricerca della Stanford University tra chi ha visitato siti del genere vi sono coloro che si ammalano in modo più grave e per un tempo maggiore.

Solo in Italia potrebbero esservi ad oggi oltre 800.000 siti pro-anoressia secondo una stima data dai risultati attualizzati di una precedente ricerca dell'università di Torino che già ne individuava 300.000 a partire dalle indicazioni fornite dal motore di ricerca Google.

Basta una semplice ricerca su altri social per rendersi conto della paurosa diffusione di questa pericolosa moda: su twitter con l'hashtag #thinspo (abbreviazione di "thinspiration": ispirazione alla magrezza) o #askanamia ("domandami di ana e mia") sono migliaia e tutte molto eloquenti.

Molti Paesi Europei stanno introducendo leggi per limitare l'espansione di questo fenomeno. In Francia, una legge dello Stato del 2008 ha introdotto il reato di istigazione all'anoressia e alla bulimia attraverso i media, prevedendo due anni di reclusione e pene pecuniarie fino a 30.000 euro per coloro che diffondono pubblicazioni, cartacee o elettroniche, a favore dell'anoressia.

In Italia giace ancora inapprovata una proposta di Legge voluta da Michela Marzano "Introduzione dell'articolo 580-bis del codice penale, concernente il reato di istigazione a pratiche alimentari idonee a provocare l'anoressia, la bulimia o altri disturbi del comportamento alimentare" (leggi la proposta di legge 2311 dal sito web del Senato).