346.8684669 [javascript protected email address]
     
Psicheanima
Psicheanima
  16/05/2011 - admin

IO PELLE

 

....Persone indifferenti

m'incrociano al mercato,

ignorano che il mio corpo

sia diventato prezioso,

per le tue carezze... essi non sanno

che in me porto i tuoi baci,

come il sole

questo sigillo divino che l'accende

d'una fiamma inestinguibile.

(R. Tagore)

 

La pelle ed il soma non sono appendici od involucri sterili della nostra psiche. In questa poesia di Tagore è evidente come la carezza dell'Altro, il suo amare il nostro corpo, lo accende , rendendolo vivo.

La pelle è ciò che traccia il confine tra noi ed il mondo esterno, attraverso di essa strutturiamo le nostre percezioni, sensazioni ed emozioni, il nostro IO.

La pelle può diventare una corazza o un vero e proprio organo di ricezione di piacere. Nella pelle ci ammaliamo se è troppo sottile e se tutto ci tocca, somatizzando ( es. psoriasi). L'io è la pelle della nostra psiche. Un io fragile, troppo sottile, si ammala quanto la pelle se non resiste ai colpi della vita.

La psicologia junghiana ha avuto il merito di riconoscere, forse per prima quanto la relazione curi. Per relazione però io non intende solo quella transferale tra analista e paziente. In casi di ferita nell'io-pelle, essere riconosciuti nella e dalla relazione, essere toccati è fondamentale, anche fuori da un setting analitico.

Chi ha un gatto sa quanto questo animale viva con piacere delle carezze, chi ha un bambino sa che toccarlo e massaggiarlo da piccolo può sviluppare persino la sua intelligenza.

Così il tocco dell'Altro passa attraverso il nostro Io -pelle e arriva all'anima, nutrendoci.

Sono queste carezze primarie, è questo amore ripetitivo e accogliente che ci struttura. Quando il nostro corpo è spento siamo deprivati della gioia di sentirci, anche profondamente. Il rischio è diventare corazza, il rischio è perdere la capacità di farci toccare. Il rischio è la siderazione del sentimento e della capacità di farsi toccare, fisicamente quanto psichicamente.

Il primo passo che si può compiere è imparare ad accarezzarci anche da soli. Magari dopo un bagno caldo, potremmo stendere dolcemente sulla nostra pelle un olio di mandorle e riconoscerci .

Anche da soli.

La capacità di accarezzarsi da soli è l'unica possibilità che abbiamo di sconfiggere il mendicare affetto. L'assenza dell' Altro non ci affamerà mai completamente se siamo capaci di vivere anche se con una pelle più sottile.

( l'io pelle è un concetto postulato dall'analista francese Didier Anzieu )