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26/10/2013
Psicheanima

OPEN DAY: Presentazione della Scuola AION

Sabato 9 novembre 2013 (ore 15) - via Palestro 4, Bologna

 

Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica Junghiana - Bologna

COMITATO SCIENTIFICO

Presidente: prof. Renzo Canestrari
Direttore: dott. Angelo Gabriele Aiello
Vicedirettore: prof. Roberto Filippini


- Programma e organizzazione del corso (Direttore Angelo Gabriele Aiello)
- Introduzione alla Psicologia Analitica (Docente dott.ssa MariaCristina De Francesco)
- Gli archetipi con particolare riferimento alle fiabe (Docente dott.ssa Giancarla Tisselli)
- La mitologia nella ricerca junghiana (Docente dott.ssa Maria Cristina Butti)

Le relazioni avranno una durata massima di 20 minuti.


E' previsto per chi lo desidera il colloquio di ammissione al corso 2014.


Per ulteriori informazioni contattare la Scuola Aion Psicoterapia Analitica

 
 
 
22/10/2013
Psicheanima

RISPOSTA A UNO PSICOTERAPEUTA COMPORTAMENTISTA

 

Caro collega...

 

La scienza è una cosa seria e complessa, fatta di dialogo, dubbio, ricerca continua e superamento delle ipotesi precedenti. Nessuna scienza si basa sulle certezze assolute, quello è solo scientismo. Dunque nessuno può affermare che un approccio psicoterapico è più scientifico di un altro. Tutti i ricercatori, anche i comportamentisti più radicali, nei loro studi invitano sempre il clinico a prendere con molta cautela i dati rilevati. che sono spesso molto più complessi e contraddittori di quanto si sintetizzi poi negli abstract.

 

Sai perché? Perché la psicoterapia a differenza della psicologia è una scienza che contempla la presenza di due variabili molto poco controllabili e soprattutto difficilmente standardizzabili. A dispetto di quanto desidererebbero alcuni filoni comportamentisti: Paziente e terapeuta.

 

La ripetibilità e la standardizzazione in psicoterapia sono un miraggio, un inganno e una deriva scientista che con la scienza – quella vera – non ha nulla a che fare. Ogni paziente è differente dall'altro nonostante l'apparente standardizzazione dell'aspetto sintomatico e per fortuna, anche ogni terapeuta è diverso dall'altro.

 

La TCC non è né un approccio "gold" né silver e nemmeno bronze, come non lo è nessuna terapia se sganciata dalla dimensione singolare del soggetto con il quale ci troviamo quotidianamente ad avere a che fare.

 

Non trascurare troppo la filosofia, per concludere. Senza filosofia, e umanità lo scientismo produce solo negazionismi e totalitarismi. La scienza è una cosa meravigliosa se orientata da un fare etico. Altrimenti genera mostri come le bombe nucleari, i cibi geneticamente modificati, l'inquinamento globale.

 

Dunque attenzione a chiudere le porte al dialogo affermando presunte superiorità. Di fronte al paziente sofferente nessuno di noi può sentirsi superiore credendo di applicare la tecnica più figa, ma dovremmo trovare tutti l'umiltà di rimboccarci le maniche, fare del nostro meglio con professionalità, scienza e coscienza.

 
 
09/10/2013
Convegno Nazionale su Medicina e Società

Convegno Nazionale su Medicina e Società: comportamenti compulsivi e dipendenze nella società di oggi

 

Link all'intervista del dr. Alessandro Raggi

 

http://www.youreporter.it/video_2_Convegno_Nazionale_Medicina_e_Societa

 

 

 
 
 
06/08/2013
Psicheanima

Il 14 Settembre 2013 a Napoli, al Maschio Angioino dalle ore 9.30 si terrà la II edizione del Convegno Nazionale su Medicina e Società, dal titolo "Comportamenti compulsivi e dipendenze nella società di oggi".

 

E' prevista la partecipazione di personalità dal mondo scientifico ed accademico, istituzionale e politico.

 

L'intervento del dott. Alessandro Raggi riguarderà "anoressia e bulimia: nuove forme del sintomo nella società contemporanea".

 

L'ingresso è libero

 
 
 
27/06/2013
James Hillman e la Psicologia Archetipica

 

Nella sezione del sito www.psicheanima.it dedicata ai grandi maestri della psicologia e della psicoanalisi, è pubblicata la pagina dedicata a James Hillman, il grande scrittore e psicoanalista statunitense, padre della Psicologia Archetipica.

 

Al momento oltre una breve sintesi della sua biografia, sono stati aggiunti altri contenuti, tratti dalle lezioni di "psicologia archetipica" del Dott. Alessandro Raggi, tenute la Scuola di specializzazione in psicoterapia analitica AION e pubblicate per la rivista scientifica di psicologia del profondo "Il Minotauro" (ed. Persiani). 

 
 
 
22/01/2013
Psicheanima

Morire di Anoressia e di incuria

 

Qualcuno ci ha chiesto che ne pensavamo del servizio delle Iene:

 

Video Iene 20.01.2013: morire di anoressia

 

E' la storia di Sara, ragazza gravemente malata di anoressia, andato in onda qualche giorno fa.

 

Ecco il nostro punto di vista:


1) l'anoressia non si cura con i TSO, che sono solo l'ultima spiaggia per impedire (per qualche giorno) la morte del paziente. 


2) Se il paziente rifiuta ostinatamente le cure (che non sono i TSO) è impensabile che possa mai guarire.


3) Mi chiedo anche, che ci faceva in casa la soda caustica a portata di mano (e bocca) di una paziente psichiatrica gravissima. Questa secondo me è una cosa incomprensibile.


4) non ci sarebbero comunque scusanti per il personale sanitario, se è vero che durante il TSO hanno fatto fuggire la ragazza.

 

Il servizio a nostro avviso è stato molto coraggioso perchè di questa malattia si parla ancora troppo poco e non si ha la forza di far vedere dove può portare un disagio non curato da anni.

 

Il servizio non aiuta a comprendere quali cure siano necessarie per una persona che soffra di un disagio psicologico così grave, né che allo stadio in cui è arrivata Sara ci si arriva per gradi e dopo molti anni. Ma evidentemente non è questo il compito della trasmissione, anche se per l'impatto mediatico che essa poteva avere, sarebbe stato opportuno che si fosse un minimo approfondito il tema.

 

Se dunque, questo servizio così duro può essere stato utile a stimolare un dibattito su quali sono le possibili cure per l'anoressia e a cosa questa è dovuta, allora questo può essere comunque un bene.

 

Attenzione però a non lasciare il minimo dubio in chi ascolta o legge, che si possa pensare di curare  un male dell'anima come l'anoressia con i TSO.

 

 
 
14/01/2013
Psicheanima

Il disastro Costa Crociere e le responsabilità dell'Azienda

 

A un anno dal disastro (non incidente) provocato dalla negligenza, imprudenza e tracotanza del capitano Schettino (selezionato e confermato nel ruolo dall'Azienda Costa Crociere), assistiamo alla messa in onda di spot TV pubblicitari. La cosa si commenta da sola. 

La Costa Crociere è stata da me invitata a fare chiarezza sulle sue procedure interne e sui processi, a dichiarare pubblicamente qualiinterventi avrebbe messo in atto per prevenire che accadano sciagure del genere nuovamente, a licenziare in tronco i manager che hanno evidentemente omesso di preparare, formare, valutare il personale che si è dimostrato - ai fatti - del tutto inadeguato, a chiarire chi e perché avesse autorizzato o avallato la pratica degli "inchini", alle dimissioni del CDA. 

Non mi risulta che l'azienda abbia messo in atto nessun cambiamento organizzativo tra quelli richiesti e a mio avviso necessario a prevenire ulteriori disastri, pertanto ritengo che lo spot in TV sia un offesa alla memoria dei passeggeri innocenti che hanno perso la vita in quella che doveva essere una crociera ed un momento di svago.

 
 
26/10/2012
Psicheanima

Dibattito sul Libro "La verità, vi prego, sulla danza!"

Domenica 28 Ottobre ore 13.00 a Salerno

centro sociale , via cantarella

 

STAGE di Michele Villanova e Dibattito sul Libro "La verità, vi prego, sulla danza!"


con la presenza di Michele Villanova 
(già Primo Ballerino del Teatro alla Scala e Postfattore del libro) 

e il Dott. Alessandro Raggi (Psicologo Psicoanalista e Responsabile ABA Napoli)

 

Introduce: Mariafrancesca Garritano, conosciuta come Mary Garret, ballerina già prima solista della Scala e scrittrice

 
 
 
04/10/2012
Psicheanima

NUOVO ARTICOLO DEL DOTT. ALESSANDRO RAGGI SU MEDICITALIA+

L'efficacia della psicoanalisi: Freud & Jung avevano ragione?

 

Psicoanalisi e psicoterapia psicodinamica: un rapporto difficile con la ricerca

Per molti anni, con i pazienti in fila dietro la porta, psicoanalisti e psicoterapeuti psicodinamici hanno sempre avuto atteggiamenti di sufficienza verso gli studi sistematici sull'efficacia dei trattamenti. A differenza dei colleghi nel campo delle terapie basate su modelli cognitivo-comportamentali, ove invece, sin dagli esordi di quei modelli terapeutici, si è data grande attenzione ai rilievi delle ricerche standardizzate.

 

C'è da premettere che la psicoanalisi, da cui sono comunque derivate le terapie psicodinamiche, non considera esattamente la cura del sintomo come il suo scopo principale, ma si pone con non celata ambizione obiettivi di portata molto più ampia, come la liberazione dell'uomo dalle catene dell'omologazione sociale, la sua libertà, la realizzazione e addirittura la felicità. Per Freud,infatti, è proprio la felicità lo scopo della vita umana.

 

Altri fattori, più empirici, che hanno influito sulla scarsa attenzione alla ricerca in psicoanalisi, risiedono, inoltre, nella difficoltà di randomizzazione, conduzione e standardizzazione di studi sugli esiti di trattamenti che durano a lungo termine. Il problema di reperire un gruppo di controllo poi, non è da meno. La psicoanalisi in particolare, ma tutte le terapie psicodinamiche richiedono una componente motivazionale nel paziente che di norma ne prevede un'autoselezione a monte. Sarebbe difficile dunque per i ricercatori l'assegnazione casuale a una o l'altra modalità di trattamento, come previsto da molti protocolli di ricerca. Inoltre, soprattutto negli studi sui trattamenti a lungo termine, molti volontari abbandonano per diversi motivi lo studio e ciò ne inficia la precisa valutazione degli esiti.

 

Risultati diversi, invece, hanno conseguito già da alcuni anni gli studi scientifici sull'efficacia dei trattamenti psicodinamici a breve termine (meno di 40 sedute), che sono risultati più validi nella cura di alcuni specifici disturbi.

 

Il trattamento psicoanalitico Vs. la terapia cognitivo-comportamentale: una questione qualitativa

Le persone che intraprendono un trattamento psicodinamico o psicoanalitico, conseguono cambiamenti di natura diversa da pazienti che intraprendono trattamenti più focalizzati, come ad esempio quelli cognitivo-comportamentali.

 

(continua ....)

 

 Leggi l'articolo integrale su Medicitalia+

 

 

 
 
04/10/2012
Il narcisismo perverso: Narciso batte Edipo?

 

Dal Blog del Dr. Alessandro Raggi su Medicitalia: leggi qui l'articolo da Medicitalia.it

 

La psichiatra francese Marie France Hirigoyen, dopo i successi dei suoi libri "Molestie morali. La violenza perversa nella famiglia e nel lavoro" (Einaudi, 2005), e "Sottomesse. La violenza sulle donne nella coppia" (Einaudi, 2006), in cui ha descritto le caratteristiche dell'autore delle molestie morali, che ha definito "perverso narcisista", propone ora un nuovo lavoro: "Abus de faiblesse et autres manipulations" (abuso di debolezza e altre manipolazioni). In questo testo, ancora non edito in Italia, l'autrice entra ancor più nel merito del problema della perversione morale e del narcisismo, mettendo in discussione le caratteristiche della nozione di "consenso" da parte della vittima degli abusi morali.

 

Il narcisista perverso, nella descrizione della Hirigoyen, è simile ad un vampiro, che prosciuga le energie delle proprie prede fino a dominarne completamente la psiche. Questi individui, sono socialmente molto integrati e non hanno consapevolezza delle loro gravi problematiche psicologiche, che invece, si riflettono nella relazione profondamente disturbata che instaurano con gli altri.

 

I soggetti psicologicamente più deboli, che apparentemente sottostanno alle manipolazioni del narcisista perverso, appaiono come consenzienti, mentre in realtà sono semplici vittime del plagio, spesso seducente, tipico del narcisista perverso. Si tratta di abili manipolatori, privi di scrupoli e di morale, che considerano l'altro un oggetto da sfruttare. Sono soggetti pericolosi e molto esperti nel cogliere le caratteristiche psicologiche altrui, ma del tutto incapaci di provare una genuina empatia verso le altre persone.

 

L'autrice, forte anche di una robusta esperienza clinica personale, narra di come questo tipo di comportamenti, siano in qualche modo più legati che in passato ai mutamenti sociali, arrivando a ipotizzare in qualche modo il superamento di Edipo da parte di Narciso. Dai tempi di Freud, infatti, il rapporto degli individui con il senso del limite, del divieto, dello scrupolo di natura morale, fonte dei conflitti inconsci all'origine dei sensi di colpa e delle nevrosi, è profondamente mutato. Il contesto attuale, dove tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge appare come possibile, porta molte persone a doversi confrontare con limiti spostati sempre più verso l'alto, rispetto ai quali alcuni individui si sentono inadatti, insufficienti. Il narcisista perverso, si colloca in questo quadro socio-psicologico e la sua patologia è una risposta al senso d'inadeguatezza che deriva da un'immagine di se non corrispondente ai canoni imposti dalla società. I dubbi circa la propria identità del narcisista perverso, la sua mancanza di autostima, lo conducono a comportamenti compensatori megalomanici.

 

Nel testo della psichiatra francese, si mostra la differenza tra atteggiamenti narcisistici sani e patologici, poiché il narcisismo non è di per sé patologico anzi, esiste un narcisismo sano e adattivo in molte personalità. La spinta senza scrupoli verso la scalata sociale e il cinismo con cui i perversi narcisisti affrontano la carriera, invece, lasciano poco spazio alla possibilità di smascheramento di questi individui, anche perché si camuffano applicando meticolosamente le regole del "sistema", motivo per il quale non è difficile che vengano addirittura premiati ed elogiati pubblicamente.

 

Insomma, quella del narcisista perverso è una patologia che cela una violenza insidiosa e nascosta, le cui vittime sono persone più vulnerabili che vengono a trovarsi in condizioni di subdola sottomissione psicologica rispetto al manipolatore.

 
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