346.8684669 [javascript protected email address]
     
Recensione del libro: "Debellare il senso di colpa"
Recensione del libro: "Debellare il senso di colpa"
  10/06/2011 - admin

RECENSIONE DEL LIBRO

Autore: Della Seta Lucio

Titolo: Debellare il senso di colpa

175 p.

Anno 2005

ed. Marsilio

 

Sentirsi in colpa, genera risposte nevrotiche: ansia, angoscia, panico, depressione. Anche per Della Seta, psicoanalista Junghiano, sulla scia di Heidegger e Jaspers (che però non cita), il sentimento di colpa appare ineliminabile e connaturato alla condizione umana. L'autore però lascia intuire delle differenze strutturali tra la colpa, intesa come condizione ontologica, ed il senso di colpa connesso ad azioni e intenzioni dell'individuo. Il senso di colpa di cui ci parla Della Seta è più vicino agli istinti, alle risposte neurovegetative dell'organismo, che ad al sentimento legato al sentirsi responsabile di un azione. Lo stesso autore, sottolinea infatti i limiti del linguaggio, che per sfuggire ai malintesi, dovrebbe renderci disponibili dei termini alternativi.

L'originaria formulazione di Freud, secondo il quale il senso di colpa è connesso alla condanna morale di un Super-Io giudicante rivolto agli impulsi aggressivi e sessuali dell'Io, è nella prospettiva offerta un errore: la cultura dell'epoca e la nevrosi personale di Freud furono in tal senso fuorvianti.

 

L'intuizione, suggerita dietro un itinerario intellettuale ben argomentato, è che il successo sociale sia il valore morale fondante, trasmessoci consapevolmente o inconsapevolmente, dai nostri genitori: questa la base costitutiva dei valori presenti nel nostro Super-Io. Appare originale dunque, nel libro, il percorso che descrive la genesi del senso di colpa e dell'ansia viste quali risposte istintive ancestrali della specie umana all'abbandono da parte del gruppo: la sopravvivenza è legata all'accettazione sociale, che se compromessa dall'inadeguatezza dell'individuo, può mettere a repentaglio la sua stessa vita. Le risposte di panico e di ansia si collegano perciò direttamente ai sentimenti di esclusione, di incapacità, di essere sbagliati, rifiutati : dunque il senso di colpa è una vera e propria paura di "non essere in grado".

 

Il dio Pan si offre così quale guardiano del gregge umano, il cui potere allarmante e terrorizzante evita la dispersione e la disgregazione della specie. Il tributo che l'individuo paga alla specie, è in questo caso l'angoscia.

L'inevitabilità del senso di colpa e comunque legata, nel ragionamento di Della Seta, a meccanismi automatici di conservazione e protezione: il bambino assimila elementi colpevolizzanti e li lega a comportamenti direttamente o indirettamente pericolosi per la sua integrità fisica.

Sebbene ineliminabile, per le sue implicazioni funzionali alla difesa della specie umana, il senso di colpa si può comunque attenuare nei suoi effetti più dannosi. L'educazione dei bambini può essere modulata in maniera da circoscrivere il formarsi di un Super-Io eccessivamente severo, rendendolo dunque depositario di sensi di colpa e risposte ansiose più limitate o mitigate; se il danno è già fatto, da adulti, si può ricorrere per Della Seta a tre strumenti di lavoro analitico: sogno, dialogo interno e comportamento.

 

Alcuni passaggi più speculativi (l'inesistenza del libero arbitrio, la responsabilità morale, ecc...) sono rischiosi senza un adeguata argomentazione filosofica e lasciano un retrogusto di predestinazione. Ad esempio bisognerebbe che l'autore specificasse meglio le differenze tra libero arbitrio e libertà. Perché se e vero, come argomenta l'autore, che "l' uomo non può essere se non ciò che è e non può divenire se non quello che è", è altrettanto vero che Il fatto che sono io a scegliere, decidendo di essere me stesso, rende la scelta incondizionata, in quanto comporta che io sia responsabile di me stesso e delle conseguenze delle mie azioni. " Io sono quando scelgo e, se non sono, non scelgo " dice Jaspers. La lettura risulta comunque sempre agevole ed intellettualmente stimolante e questi temi potrebbero meritare da parte dell'autore un maggiore approfondimento, magari in un volume dedicato.

 

In definitiva, il libro scritto per un pubblico vasto, oltre che consigliabile ai genitori, può essere molto ben apprezzato anche dagli specialisti, sia per la sua chiarezza espositiva che per i contenuti, posti in chiave innovativa e stimolante.

 

Dr. Alessandro Raggi